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Nutraceutica: il cibo che cura
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Esistono alcuni alimenti capaci di proteggere il nostro organismo da numerose malattie, esercitando un’attività favorevole sulla salute e sulla durata della vita. Cibi che non sono più solo cibi, perché contengono principi attivi di origine vegetale o animale che in anni di studi e ricerche hanno dimostrato un’efficacia pari ai farmaci nel trattamento di diverse patologie.  Il tema è stato al centro del II Congresso Nazionale della SINut, la Società Italiana di Nutraceutica, appena conclusosi a Milano: ecco le principali indicazioni pratiche che ne sono emerse.

Danni da inquinamento. Uno dei più potenti alleati della dieta antismog è il mais, un  cereale in grado di combattere le conseguenze negative dello smog che respiriamo ogni giorno nelle nostre città. «Gli elevati livelli di flavonoidi in esso contenuti - spiega Cesare Sirtori, presidente della SINut e professore di Farmacologia Clinica all’Università di Milano - sviluppano le difese del nostro organismo contro sostanze tossiche chiamate fumonisine, tossine da funghi ambientali presenti in alta concentrazione in caso di forte umidità e contaminazioni atmosferiche».

Ipertensione e ipercolesterolemia. «Accanto all’aglio, al sedano e al lupino - spiega il professor Bruno Trimarco dell’Università Federico II di Napoli - sono emerse osservazioni positive nel trattamento dell’ipertensione arteriosa per il potassio, lo zinco, il magnesio e le vitamine (B6, C, D, E)». Importanti risultati sono stati forniti recentemente dall’associazione fra un estratto di riso rosso e la simsetina, una sostanza naturale di origine vegetale. È stato possibile dimostrare una riduzione della pressione clinicamente rilevante e non diversa da quella rilevata con i farmaci antiipertensivi classici, oltre a un calo significativo della colesterolemia.

Depressione. Nel trattamento della depressione alcune sostanze naturali sono utilizzate in caso di fallimento delle terapie classiche. «Come evidenziato da uno studio pubblicato sul prestigioso American Journal of Psychiatry - sottolinea Maurizio Fava, professore di Psichiatria presso l’Harvard Medical School di Boston, Massachusetts - sono stati raggiunti risultati sorprendenti in pazienti depressi con mancata risposta alla terapia standard grazie a un aminoacido (S-adenosilmetionina, presente in tutti i tessuti animali), che aiuta a produrre serotonina e dopamina con un’ottima tollerabilità».

Malattia di Alzheimer. Una nuova associazione composta da acidi grassi omega-3, melatonina e fosfatidilinositolo ha evidenziato, nei pazienti con difetti cognitivi iniziali, un significativo miglioramento nelle funzioni cognitive globali e del tono dell’umore. «In base agli ultimi dati presentati dall’Alzheimer Association - afferma Giovanni Scapagnini, professore di Biochimica Clinica presso l’Università degli Studi del Molise - si avrà una triplicazione dei casi da oggi al 2050. Per quella data si prevede che, nel mondo occidentale, un anziano su tre sarà colpito da questa malattia. La medicina anti-aging, che mira  a prevenire le patologie croniche correlate all’età, è quindi la scienza del futuro».

Disturbi del sonno. Anche la qualità del sonno può essere influenzata dall’impiego dei nutraceutici. L’associazione di melatonina, zinco e  magnesio, inserita nella polpa di pera, migliora il sonno del paziente anziano, con conseguenze positive sul tono dell’umore. 
 
La nutraceutica, che unisce la scienza della nutrizione alla clinica medica, è dunque la scienza del futuro. E non è difficile comprendere il perché, se pensiamo che ci sono alimenti che stimolano le difese naturali dell’organismo e la dieta mediterranea, a base di olio di oliva, pesce e verdure, costituisce il paradigma per la prevenzione di molte patologie. Ad esempio, l’oleocantale estratto dall’olio d’oliva è un antinfiammatorio più potente dell’ibuprofene; il resveratrolo contenuto nell’uva è in grado di attivare proteine che difendono il Dna cellulare dallo stress ossidativo, aumentando la longevità; gli omega 3 regolarizzano i trigliceridi e proteggono il cuore.

Parlando di cibi, la palma di alimento del futuro spetta al lupino, un legume in fase di assoluta riscoperta che proprio nel corso del congresso ha ricevuto il premio “Alpro Foundation Master Award 2010” per la sua capacità di abbassare il colesterolo. La strada per trovare una volta per tutte l’elisir di lunga vita è segnata: al momento il mix migliore è quello composto da semi di lupino e pisello, beta-glucani estratti dall’avena e pectine ricavate dalle bucce delle mele.

Non proprio farmaci, ma molto di più.

Silvia Nava
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