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  Nuova Cura contro la Fame Nervosa  
  Writer : Silvia Nava – Redazione Miadieta.it  
  [ 04-01-2008 ]  
 
In gergo tecnico si chiamano Emotional Eaters: nella realtà sono le decine di migliaia di uomini e donne in tutto il mondo, che mangiano quando si sentono soli o tristi.

Il problema è tanto diffuso quanto trascurato, ma non nel Club di Miadieta, dove chi ne soffre trova sempre qualcuno disposto ad ascoltare.

«Lavoro tantissimo tutta la settimana aspettando il weekend per pensare un po' a me – confessa una dietonauta - E invece cosa faccio... mangio! Poi arriva il lunedì e inizia il pianto. Sensi di colpa, i vestiti che stringono, lo specchio che non deve assolutamente incontrare la mia traiettoriaNon so come venirne fuori».

La brutta notizia, diffusa la scorsa settimana negli Stati Uniti, è che secondo le ultime ricerche queste persone tendono ad ingrassare più delle altre, cioè di quelle che mangiano per fame. E non solo: i chili di troppo accumulati dagli Emotional Eaters si eliminano anche con maggior fatica.

«Abbiamo riscontrato che più le persone mangiano in risposta a bisogni di tipo emotizionale, meno riescono a dimagrire – spiega Heather Niemeier, un ricercatore esperto in obesità del The Miriam Hospital and The Warren Alpert Medical School of Brown University – Inoltre, anche quando un Emotional Eaters riesce a perdere peso, rimane più esposto degli altri al rischio di recuperarlo in breve tempo».

Lo studio a cui si riferisce il ricercatore, pubblicato sulla rivista Obesity, ha preso in esame 286 partecipanti ad un programma di dimagrimento comportamentale, e dall’altra parte un gruppo di 3300 adulti che avevano perso almeno 15 chili, riuscendo poi a mantenere il risultato per almeno un anno.

Dopo aver sottoposto i pazienti ad un test sulle abitudini alimentari, gli studiosi si sono concentrati sulle risposte fornite da quanti eccedevano con il cibo spinti da influenze esterne, per esempio le persone che mangiano troppo alle feste, oppure da influenze interne, come la solitudine, la rabbia o la tristezza.

Alla fine, i secondi sono risultati molto più esposti dei primi al “fuoco incrociato” dell’accumulo di peso rapido e del dimagrimento faticoso.

«Queste evidenze dimostrano che dobbiamo prestare molta più attenzione ai “campanelli d’allarme emotivi” che ci spingono verso il cibo», ha concluso Niemeier.

Solo intervenendo in tempo è possibile arrestare sul nascere la spirale viziosa della fame emotiva, e Miadieta ti offre tutto il supporto necessario per non essere più sola di fronte al problema.

 
     
   
   
   
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