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Vitamina C: meglio integratori o frutta?
Ricordi quando, da bambina, ai primi freddi scattava l’obbligo di spremuta quotidiana “così non ti viene il raffreddore”?
Oggi come allora, la vitamina C conserva la fama di panacea per tutti mali. E in molti i casi è davvero così!

Tanto per cominciare contrasta l’azione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento dei tessuti. Inoltre protegge il sistema immunitario, perché è in grado di stimolare la produzione di neutrofili e interferoni, che proteggono le cellule  dagli attacchi virali.

Ma l’elenco dei benefici della vitamina C è ancora lungo: facilita l'assorbimento di ferro, riduce i danni del fumo e quelli causati da nitriti e nitrati contenuti in alcuni alimenti, interviene nella produzione di collagene che costituisce la struttura di muscoli, ossa, cartilagini e tessuti.

Credere che la vitamina C faccia “guarire” il raffreddore, però, non è esatto: l’acido ascorbico (altro nome della vitamina C) può alleviare le sensazioni soggettive ma non i sintomi oggettivi delle affezioni delle prime vie aeree.
Tuttavia il giusto apporto di vitamina C, come anche delle altre vitamine e Sali minerali, aiuta il sistema immunitario a contrastare l’infezione in corso.

Via libera allora alle vecchie spremute, ma non solo: contrariamente a quanto si pensa di solito, gli agrumi non sono le fonti primarie di questa preziosa sostanza.
Ne contengono infatti mediamente 50 mg per 100 grammi, contro gli 85 mg del kiwi, i 162 del prezzemolo, i 166 dei peperoni gialli e addirittura i 340 dell’uva bianca, alimento al numero uno di questa classifica.

A questo punto non resta che fare due calcoli e portare in tavola frutta e verdura di conseguenza, considerando che un apporto alimentare di 60/90 mg di vitamina C al giorno è considerato sufficiente per soddisfare i fabbisogni di un adulto in buono stato di salute.

Per apprezzare i suoi effetti antiossidanti, però, occorre un'assunzione giornaliera di almeno 200 milligrammi/die. Inoltre chi fuma dovrebbe assumere il doppio della Vitamina C, perché la nicotina ne riduce drasticamente il livello.

Medici ed esperti concordano nel sostenere che raggiungere questi quantitativi attraverso l’ alimentazione è la soluzione preferibile (attenzione, però: il lavaggio prolungato di verdure e ortaggi, la cottura, un successivo riscaldamento riducono drasticamente la presenza della vitamina C).

Tuttavia, qualora questo non avvenga, è possibile incrementare il consumo di vitamina C attraverso integratori alimentari specifici, privi di controindicazioni. Ma senza esagerare con le dosi!
Secondo le direttive ministeriali, il dosaggio quotidiano di questi prodotti di sintesi non può superare i 180 mg di acido ascorbico. Tra alimentazione e integrazioni, gli esperti raccomandano di non superare la soglia massima di 1000 mg/die. Come sempre la moderazione è la regola numero uno!

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