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Problemi di Fame Nervosa? Scopri come uscirne
Mangiare non significa semplicemente soddisfare la sensazione fisica della fame. Non si mangia solo per placare il brontolio dello stomaco, ma anche per soddisfare l’appetito e le proprie emozioni.

Quando questo non avviene, si finisce per entrare in una spirale di sofferenza e frustrazione che porta al fallimento di qualsiasi dieta. Avere un buon rapporto con il cibo è un elemento fondamentale per il benessere: quando questo manca, ci si sente incompleti e infelici. Come è successo a Marco, che ha raccontato la sua esperienza a Miadieta.it.

«Ogni tanto mi fermo e mi sembra di vivere in una bolla di sapone – scrive - in una prigione di cristallo. L'anno appena iniziato mi ha portato un gran malessere interiore ed il mio peso è il fulcro della mia felicità».

Fin dalla prima infanzia, il cibo diventa un modo per nutrire, oltre che il corpo, anche lo spirito.
Viene usato per festeggiare, calmare, per alleviare la noia e la depressione, e come consolazione nei momenti di tristezza e angoscia.

Marco ha cominciato a mangiare per affrontare una situazione di disagio legata al trasferimento in una nuova città. «Vivo da 4 anni nella bassa Veronese – racconta - mi sono trasferito da Vicenza, mia città natale, da quando mi sono trasferito sono passato da pesare 78 kg a 120 (il mio peso attuale)».

Le abitudini alimentari determinate dagli stati emotivi mettono sempre a rischio una alimentazione sana, portando ad un aumento incontrollato di peso.
Per risolvere il problema, in questi casi, non basta farsi prescrivere una dieta ipocalorica: bisogna mettere in atto una vera e propria modifica comportamentale.

Il segreto è imparare ad ascoltare il proprio bambino interiore. Ti ricordi quando, da piccolo, per affrontare le difficoltà e trovare protezione avevi bisogno delle coccole di mamma e papà?

In età adulta, questa ricerca di sicurezza viene trasferita sul cibo. Per interrompere questo legame poco sano, devi interrogarti su quali sono i motivi che ti spingono a cercarlo. Proprio come la paura del buio da bambino.

Essere in grado di capire se si mangia per soddisfare un’emozione è il primo passo verso la guarigione. Mangi anche quando non hai fame? Tieni un diario alimentare per capire cosa, quanto e quando mangi, e quale è stata l’emozione o la situazione che ti ha spinto a farlo.

Se sei arrabbiato per qualcosa, cerca di capire il perché e di trovare una soluzione.
Se sei triste, siediti, scrivi il perché della tua tristezza e cerca una maniera per tornare ad essere felice senza ricorrere al cibo.

Provi un desiderio irrefrenabile per un alimento in particolare?
La prossima volta che senti questo desiderio, cerca di capire cosa ti sta succedendo e tieni presente che se riuscirai a resistere, prima o poi passerà.

Ascoltare il tuo bambino interiore e prendertene cura significa imparare a volerti più bene, ed è il modo migliore per far tornare il tuo corpo a funzionare correttamente. Come è successo a Shyva, una dietonauta di Miadieta: «Ho passato periodi della mia vita, lunghi periodi, mantenendo una linea uguale – scrive - Poi non so perchè, qualcosa è cambiato... credo di volermi più bene, o almeno lo spero».

Con Miadieta.it non sei solo in questa battaglia: puoi trovare tantissimi amici pronti ad aiutarti e a starti vicino. Proprio come è successo a Marco e a Shyva.


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