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Dieta e ipotiroidismo: quali cibi scegliere?
In un ipotetico processo al sovrappeso, l’imputata numero uno sarebbe proprio lei, la tiroide. Accusata di funzionare poco e male, per molti è la causa di ogni guaio sulla bilancia. Ma è davvero così?

Innanzitutto va detto che l’ipotiroidismo è una patologia vera, e come tale va riconosciuta prima ancora che affrontata. Si tratta infatti di una sindrome caratterizzata da una diminuita azione degli ormoni tiroidei, che provoca un rallentamento di tutti i processi metabolici.

Nella quasi totalità dei casi essa è dovuta a una ridotta capacità della tiroide di sintetizzare quantità sufficienti di ormone tiroideo (ipotiroidismo primitivo). Più raramente, invece, è da attribuire a una diminuita stimolazione della tiroide da parte dell’ipotalamo o dell’ipofisi (ipotiroidismo centrale), oppure a una ridotta sensibilità all’ormone tiroideo da parte dei tessuti bersaglio (resistenza generalizzata).

L’ipotiroidismo può essere congenito, e quindi insorgere nel feto o nel neonato (1 caso su 3000), oppure manifestarsi in seguito per diverse cause, quali chirurgia demolitiva della tiroide, terapia radiante, malattie metaboliche da accumulo, agenesia, tiroidite cronica, carenza o eccesso di iodio, assunzione di farmaci antitiroidei o sostanze anti tiroidee presenti nell’ambiente, lesioni ipotalamo ipofisarie, resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei o recente gravidanza (tiroiditi post partum o anticorpi bloccanti).

Oltre ad avere molteplici cause, l’ipotiroidismo si manifesta attraverso diversi sintomi: debolezza, sonnolenza, intolleranza al freddo e al caldo, stipsi, affanno, dolori muscolari, anemia, secchezza perdita dei capelli. E naturalmente aumento di peso.

Attenzione, però: secondo i dati diffusi dal Registro Nazionale degli Ipotiroidei Congeniti (1987-2007), l’ipotiroidismo acquisito ha una prevalenza di poco inferiore all’1% della popolazione.

Il che significa che, nella maggior parte dei casi di aumento di peso più o meno improvviso, la tiroide non c’entra affatto: rivolgersi al medico è l’unica indicazione utile per escludere la presenza della patologia, che non può e non deve assumere il ruolo di “capro espiatorio” per quanti desiderino giustificare il proprio sovrappeso e la propria rinuncia a seguire una dieta equilibrata.

Che è sempre la soluzione migliore.

Scegliendo un Programma Alimentare bilanciato, che non escluda a priori nessuna categoria di alimenti, è possibile mantenere la tiroide in perfetta salute. In più, con l’aiuto di un’esperta Nutrizionista, si possono aggiungere alla dieta alcuni alimenti che agiscono positivamente sulla tiroide, e che sono indicati anche come coadiuvanti alla terapia farmacologica dell’ipotiroidismo. Tra questi ricordiamo alghe, banane, patate, pesce, radicchio, barbabietola, prezzemolo e semolino.

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